Abstract: Dal 1991 la Fondazione CDEC produce un rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia. L’ultimo, che analizza i dati raccolti nel corso del 2025, evidenzia un quadro particolarmente allarmante: le manifestazioni di odio antiebraico in Italia continuano a crescere. Anche in termini qualitativi la situazione è nettamente peggiorata, poiché gli atti più gravi hanno conosciuto un aumento maggiore.
Nel corso dell’anno si sono registrati 963 episodi di antisemitismo, a fronte di 1492 segnalazioni ricevute. Questo dato rappresenta una crescita di circa il 10% rispetto allo scorso anno, del 100% rispetto al 2023 e di ben il 400% rispetto al 2022. Si tratta, dunque, di un trend in continua crescita.
Nel corso del 2025 la matrice principale delle manifestazioni di odio è stata legata a Israele. Antichi pregiudizi — come l’accusa del sangue, il mito dell’elezione e l’odio verso il genere umano — sono stati trasferiti sul sionismo e sullo Stato di Israele.
Sebbene le diffamazioni rappresentino la maggior parte degli episodi, seguite dalle minacce, gli incrementi maggiori rispetto allo scorso anno hanno riguardato le discriminazioni (+100%) e le aggressioni fisiche (+225%). In altri termini, gli atti più gravi sono cresciuti maggiormente.
Le manifestazioni di palese antisemitismo online rappresentano oltre il 66% dei casi. Particolarmente diffuso è l’uso di emoji o numeri apparentemente innocui (come il gufo, il polpo, 109, 14/88, le triple parentesi (((cognome))), il triangolo rosso) per veicolare messaggi d’odio nelle subculture digitali.
I mesi estivi, e in particolare giugno e luglio, hanno mostrato picchi particolarmente elevati. Anche le Olimpiadi di Milano-Cortina, all’inizio del 2026, hanno evidenziato vari episodi di antisemitismo. In termini geografici, gli episodi di antisemitismo fisico da noi osservati si sono concentrati in Lombardia e Lazio, seguiti da Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.
Forse il dato più inquietante è che il 14% degli italiani concorda con l’ipotesi di espellere gli ebrei dall’Italia. Manifestare la propria identità (ad esempio parlare in ebraico o indossare la kippah) comporta oggi rischi particolarmente elevati di aggressione e marginalizzazione.
Il Rapporto si basa sulla definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), largamente in uso internazionalmente e analizzata nel contributo scientifico del prof. Sergio Della Pergola.